La prima aveva il collo di una zebra e lo sguardo di savana.
Immagino pensasse a qualche distante ricordo accartocciato, quei stupidi ricordi da milonga che dici: “no, stasera no”.

La seconda era un angelo azzurro. La sentivo come una gelida allegria, avvicinarsi al mondo in un soffio.

E ho capito che si può brillare anche nella noia.
Per la precisione, risplendere.
Di giallo.

Tecnica mista su carta

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